Seitenbesucher
Online:
3
Visite oggi:
22
Visite totali:
216534
Accessi oggi:
32
Accessi totali:
513463
Contati dal:
 28.11.2013

Oxamat come fare

L'oxamat viene posizionato sopra un coperchio trasparente. La forma del coperchio divide lo spazio creato in due metà. Attraverso il coperchio trasparente l'apicoltore può osservare la vaporizzazione. Le facciate interne del coperchio sono molto lisce, per questo le api non riescono a salire. Non bisogna coprire i telaini con una rete, poiché verrebbe ostacolata di molto la circolazione del vapore. La forma del coperchio inoltre favorisce la circolazione del vapore. Dopo circa 1 minuto dall'inizio del procedimento i vapori dell'acido ossalico circolano tra i corridoi dei telaini.
Dopo circa 6 minuti tutti i cristalli sono attaccati alle api e l'aria dell'alveare è di nuovo limpido, l'Oxamat può essere applicato al prossimo alveare, in questo modo si possono trattare fino a 10 alveari all'ora.

Si registra il tempo di vaporizzazione nel modo che la caldaia, quando tutto è stato vaporizzato, si spegne automaticamente, una spia gialla lo segnala.

Se l'acido ossalico viene riscaldato troppo in fretta l'acido diventa ossigeno, monossido di carbonio e acqua. Con l'Oxamat acido non viene riscaldato troppo e questo spiega lo sfruttamento del quasi 100 %.
Attraverso un uso adeguato i vapori dell'acido ossalico si controllano facilmente con questo sistema chiuso. Per ogni trattamento si vaporizza solo un grammo di acido e questo si distribuisce uniformemente sul corpo delle api. Se inoltre si porta una mascherina non esiste nessun pericolo per l'apicoltore. Nel frattempo sono già stati fatti fino a 50.000 trattamenti con questo apparecchio sugli alveari con ottimi risultati e senza danni per le api o per gli apicoltori.
Purtroppo alle riunioni la maggior parte degli esperti sconsigliano l'uso dell'acido ossalico per la sua presunta tossicità, cosi molti apicoltori non lo usano e purtroppo hanno diverse perdite di alveari anche in autunno/inverno 2005. Molti apicoltori hanno usato nell'estate umida del 2005 l'acido formico e in autunno avevano già perdite di alveari.

Quando e quante volte eseguire le vaporizzazioni?
Se l'anno precedente in novembre sono già state fatte delle vaporizzazioni, non è necessario usare l'Oxamat prima di agosto. Essendo i trattamenti molto efficaci negli alveari si trova poca varroa. Solo dopo la metà di agosto si dovrebbe trattare per controllare, secondo l'esperienza in questo periodo vengono importati i parassiti da altri alveari. Per controllare la caduta della varroa è necessario una rete nel fondo dell'arnia con un fondo estraibile. Cadono dopo un trattamento 100 varroe nell'arco di due giorni, è necessario fare un ulteriore trattamento dopo una settimana. I vapori dell'acido ossalico hanno efficacia di una settimana, in questo modo vengono eliminate tutte le varroe di un periodo di covata. Per questo l'apicoltore può tranquillamente rinunciare ai trattamenti con l'acido formico. Covata, regina e api non vengono danneggiate da ripetute vaporizzazioni con l'Oxamat.
Siccome esistono ancora apicoltori che non trattano gli alveari contro la varroa, il rischio di contaminazione nei mesi di settembre/ottobre è molto alto, durante saccheggi possono essere importate durante una giornata fino a 500 parassiti da altri alveari, per questo ai primi di settembre è necessario un altro trattamento con l'Oxamat. Il numero dei trattamenti in autunno dipende dall'infestazione, se cadono poche varroe, non saranno necessari ulteriori trattamenti fino a fine novembre o dicembre. Un trattamento nel periodo di riposo è assolutamente necessario. Dopo questo trattamento le varroe sono state tutte eliminate e fino in agosto non ci sono problemi.

La vaporizzazione è molto più efficace e delicata che il gocciolamento dell'acido ossalico.